giovedì 9 settembre 2010

Recensioni

Torniamo alle buone vecchie abitudini:

Solomon Kane (Michael J. Basset 2010)

Kane è un mercenario che ha dedicato gran parte della sua vita combattendo per accrescere la sua fama, raggiunge il successo in battaglia ad ogni costo, sacrificando molti dei suoi compagni, senza farsi scrupolo delle sue azioni, in una delle sue ultime avventure una creatura infernale gli impone di non combattere più altrimenti perderà la sua anima, Kane si ritira in un convento ma presto dovrà tornare a decidere del suo futuro.

Il film è tratto dai racconti, e dagli omonimi fumetti, di Robert E. Howard, creatore anche del personaggio di "Conan il Barbaro", naturalmente non mancano al regista ed agli sceneggiatori gli spunti per far bene, il film è ben fatto, il ruolo del protagonista interpretato James Purefoy e gli altri interpreti, tra cui Max Von Sydow sono adatti ai loro ruoli, costumi e scenografie eccezionali, da vedere.

Pandorum, l'universo parallelo (Christian Alvart 2010)

Le risorse della terra sono agli sgoccioli, viene identificato un pianeta nella galassia da colonizzare e una nave viene inviata con a bordo coloni e scienziati, la nave è completamente automatizzata e l'equipaggio viene addormentato per resistere al lungo viaggio, ma due membri dell'equipaggio il tenente Payton ed il caporale Bower vengono risvegliati per far fronte ad una emergenza, ma gli effetti del lungo sonno ha cancellato parte della loro memoria.

Una ottima trovata quella che porta i personaggi a recuperare la memoria mentre aumenta il ritmo della storia e cresce il pericolo nel quale si trovano, ben girato e con colpi di scena ad effetto, scenografie di qualità che lasciano gli effetti speciali al minimo, anche gli attori fanno la loro parte con una buona recitazione, Danis Quaid nella parte di Payton e Ben Foster nella parte di Bower, da vedere.

saluti, mr.henri

lunedì 6 settembre 2010

ore 1.28

Sono stato una settimana a pensarci sopra, facendo maturare qualche paranoia, tipo il post precedente.
Poi ho fatto quello che mi riesce meglio quando devo risolvere un problema, metto tutto nero su bianco, su carta, infilo tutto in una busta, affranco, e spedisco.
Perchè? perchè una lettera scritta di pugno è molto meglio di una email, o di parole fredde e lucide ripetute nella mente e ridette tramite il microfono di un cellulare, perchè quando ti scivolano via dalle mani le rileggi e sai che è così hai ragione e basta.

ore 1.28 ,  la busta bianca scivola nella casella "per tutte le altre destinazioni".

Con questo post chiudo il ciclo " l'incomprensibile mr.henri " e passo oltre.

notte, mr.henri

giovedì 2 settembre 2010

Differenti mondi

Sono un totalitarista del lavoro?
A questo potrebbe rispondere solo chi ha lavorato con me, ma penso che la risposta sia SI.
Ogni volta mi faccio coinvolgere dal lavoro, il lavoro diventa quello che vedo in quel momento, in quelle ore e non c'è altro a volte per giorni, non ci sono orari e scuse, si lavora, chi mi sta a fianco in quel momento viene spremuto, sacrificato ogni suo neurone alla ricerca della soluzione, della fine del lavoro.
Quale è il problema? 
Il problema è che diventa comprensibilmente pesante starmi vicino perchè mi scordo di tutto e di tutti, di rispondere a quel messaggio che mi è arrivato da ore, di chiamare questa e l'altra persona, di rispondere al telefono cellulare, che odio, ma che ormai oggi bisogna avere attaccato all'orecchio.
Forse mi piace essere così, in cerca della redenzione almeno nel mondo del lavoro....

mr.henri